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Come leggere l'etichetta di un prodotto cosmetico biologico

Come leggere l'etichetta di un prodotto cosmetico biologico

Vademecum per non essere imbrogliati

Ti sei mai domandato se l’esplosione del fenomeno “Bio” che trovi sempre più spesso sulle etichette di molti prodotti sia un vero o un falso?

In questo articolo ti spiegherò come leggere l’etichetta di un prodotto cosmetico biologico e ti darò gli strumenti per non essere imbrogliati.

Etichettatura cosmetici: normativa

Le aziende produttrici di cosmetici hanno capito che la sensibilità dei consumatori nei confronti dei prodotti biologici è cresciuta enormemente. È cresciuta anche moltissimo l’attenzione che il consumatore ripone nella lettura degli inci dei prodotti cosmetici e la ricerca di buoni inci.

Questo dato ci fa molto piacere, ed è per questo che preferiamo metterti in condizioni di capire come leggere l’etichetta di un prodotto cosmetico biologico.

Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE) aggiorna e modifica alcune parti delle precedenti norme.

Non mi voglio soffermare oltre in questo argomento, poiché il regolamento della materia è in continuo aggiornamento ed evoluzione. Consiglio di esplorare siti web ufficiali dove vengono riportati allegati e variazioni sulle normative.

Vorrei invece esplicitare e diffondere quanto più la cultura del riconoscimento delle piante e delle loro derivazioni in modo che l'inganno nell'ambito commerciale che viene perpetrato nei confronti del consumatore per ciò che riguarda frasi, concetti e altro ancora riportate sui prodotti cosmetici venga limitato al minimo.

Una premessa indispensabile

Intanto occorre premettere precisando che non esiste nessuna normativa EuropeaItaliana che definisce il prodotto cosmetico biologico.

Di conseguenza tutti quei prodotti che riportano marchi o scritte che fanno espressamente riferimento a certificazioni biologiche sono da considerarsi ingannevoli.

Nonostante tutto le autorità non muovono un dito a riguardo.

Contrariamente, nel campo alimentare ed agricolo esiste una normativa Europea per cui è possibile ottenere certificazioni bio.

Per questo motivo tutt'al più si può citare l'origine biologica (coltivato con criteri biologici) delle componenti presenti utilizzati nella formulazione.

Cosmesi, valore effettivo e valore percepito

Il costo di un cosmetico è basato su diversi elementi, ma non corrisponde necessariamente al valore e alla qualità dello stesso.

Spesso il cosmetico rappresenta uno status symbol da far apparire sulla bacheca della toilette.

Quindi la qualità, come in ogni altro campo commerciale, frequentemente non corrisponde al costo del prodotto cosmetico.

 

Cosmetici naturali, disambiguazione

Anche il cosmetico “a base di sostanze naturali” non è distinguibile dal punto di vista normativo. Neanche la condizione di “cosmetico naturale” è regolamentata e dunque ti consiglio vivamente di diffidare da queste trovate di marketing.

Leggi l’articolo Cos'è la fitocosmesi in cui chiarisco il concetto di “Naturale e Vegetale

Come leggere l’INCI di un prodotto

Leggi sempre dunque l’INCI di un prodotto prima di acquistarlo. Questo potrà darti l’idea della reale “naturalità” dei componenti del cosmetico.

Il primo criterio quasi infallibile è certamente affidarsi alla presupposta serietà dell'azienda produttrice così come si farebbe con altri prodotti in commercio o per la scelta di un ristorante ad esempio.

Definizione di I.N.C.I. - International Nomenclature of Cosmetic Ingredients

L’INCI di un prodotto è l'elenco di sostanze in esso contenute elencate in ordine quantitativo fino all1%.

Sotto tale concentrazione possono essere elencate senza ordine.

La nomenclatura è in inglese per le sostanze di derivazione naturale o di sintesi, in latino per quelle naturali.

Altro concetto fondamentale è il PAO, cioè l’acronimo di period after open.

Il PAO viene espresso con un'icona ed indica il tempo utile per consumare il cosmetico una volta aperta la confezione senza rischio di inquinamento microbico.

Se dovessi identificare e descrivere il contenuto della fitocosmesi direi che è quella branca della cosmesi che utilizza quali principi funzionali delle sostanze derivate da vegetali, eccezionalmente minerali o ottenute da animali senza il loro sacrificio.

Concetti principali della fitocosmesi

Per imparare a distinguere gli INCI, occorre precisare alcuni semplici concetti.

Droga

È la parte della pianta officinale che si utilizza a scopi salutistici poiché ricca di principi attivi. Per esempio dell'ortica si usano sia foglie raccolte in primavera-estate, sia la radice che viene raccolta in autunno; foglie e radice rappresentano la droga.

Eccipienti e principi attivi

Molto spesso gli eccipienti di derivazione naturale si presentano anch'essi come principi attivi. Pensiamo alla cera d'api, al burro di karité, all'olio extravergine d'oliva che possono assumere il ruolo sia di eccipienti (poiché sono struttura della forma tecnica), ma anche principi attivi.

Fitocomplesso

Sarebbe l’insieme dei vari principi attivi presenti nella droga.

Nella dottrina erboristica, a differenza di quella Farmaceutica, viene contemplato il fitocomplesso e non il principio attivo isolato.

Nell'ambito sia della fitocosmesi, sia in quello della fitoterapia si utilizza quindi il fitocomplesso.

Sostanze chimiche

Quando capita di parlare di naturale ci si imbatte nella definizione di sostanza chimica: “questo cosmetico naturale non contiene sostanze chimiche”.

Ogni sostanza presente nell'universo è chimica. Ora possiamo definire, con più appropriazione la differenza tra sostanze naturali, sostanze derivate naturali o sostanze sintetiche.

Estratti

Normalmente le piante che rientrano nella formulazione di un preparato cosmetico devono essere trasformate per motivi pratici.

Non è pensabile, infatti, miscelare delle foglie in una crema!

Questa trasformazione avviene attraverso una procedura che può contemplare l'uso di altre sostanze estranee alla droga chiamate solventi (un solvente è una sostanza in grado di solubilizzarne un'altra chiamata soluto); uno di questi, forse il più utilizzato, è l'acqua.

Ecco perché in cima agli INCI di molti prodotti, la prima voce che troverete sarà “aqua”.

Ogni estratto prende il nome a seconda del solvente utilizzato o il processo impiegato.

Per esempio un infuso è un'estrazione ottenuta da un procedimento che consiste nel lasciare la droga in un solvente molto caldo.

Un idrolato è il prodotto che si ottiene quando si estrae una droga con acqua calda. In questo caso un idrolato può essere ottenuto attraverso un’infusione, quindi, coincidono i due termini per lo stesso prodotto.

Estratti sono anche l'olio, il burro, le cere vegetali, i succhi; questi sono estratti che non hanno necessità di solventi ma solo di procedure meccaniche, come le presse, le macine, le centrifughe, ecc.

Solubilità

Raccolta la pianta che ci interessa occorre sapere se i principi attivi contenuti sono liposolubili o idrosolubili.

Queste due classificazioni sono fondamentali per l'utilizzazione del solvente con cui vogliamo ottenere l'estratto.

Idrosolubile significa che la sostanza è solubile in acqua.

Liposolubili sono quelle sostanze solubili in grassi (tecnicamente chiamate apolari).

Quando si svolge un'estrazione da una pianta si ottiene un pool di principi attivi che viene denominato fitocomplesso.

Quando si parla delle proprietà di una pianta ci si riferisce proprio all'attività, cosmetica o salutistica, del fitocomplesso.

Oli essenziali

Prevalentemente ottenuti con la distillazione in corrente di vapore.

Estratti glicerici

Estrazioni ottenuti con solvente composto da acqua e glicerina vegetale.

Oleoliti

Estrazioni ottenuti con oli vegetali

Acque aromatiche

Risultanti dalla distillazione chiamate anche idrolati

Tinture

Sono estratti ottenuti con una miscela di acqua e alcool etilico ad una certa gradazione in cui si immergono le droghe. Se al posto dell'alcool etilico si usa il vino avremo un enolito, così con aceto avremo un acetolito.

Tinture madri

Come la precedente, ma si ottengono con droga fresca con un rapporto droga/estratto pari a 10/1.

Altri tipi di INCI

E poi ancora vitamine ottenute da vegetali ( vit. E, A, C, gruppo B , F ) naturali o sintetiche; oli vegetali; amidi (avena, grano, Riso); cere (Carnauba, jojoba, Candelilla); acidi organici (alfa idrossiacidi come acido lattico, acido glicolico, acido malico); alcoli (etilico, glicerina); burri (Karitè, Cupuaçu, Cacao); prodotti ottenuti da biotecnologie (gomma xantana, acido ialuronico); vitamine ottenute per via sintetica( E, A, C ecc.);

tensioattivi derivati dagli oli di cocco o palmisto; grassi vegetali idrogenati o etossilati (Olio di ricino idrogenato o etossilato); polisaccaridi trasformati (emulsionanti); cere vegetali modificate.

Concludo affermando che, creare un fitocosmetico che dev'essere commercializzato e, quindi, accettabile sotto il profilo dell’effetto, costo e durata di conservazione, è impresa talvolta molto difficile, ma ci si può riuscire.

Continua a seguirci e presto potrai riuscirci anche tu, o per lo meno, riuscirai a riconoscere cosa è davvero contenuto in un prodotto con buoni INCI e cosa invece dovresti evitare.

Ricapitolando

Abbiamo espresso molti concetti. Proviamo a fare una sintesi per capire come leggere gli inci di un prodotto.

Prima regola fondamentale è l'ordine in cui le componenti vengono disposte che non è casuale.

La regola prevede che gli ingredienti siano indicati a partire da quelli presenti in quantità maggiore ed a seguire tutti gli altri in ordine decrescente.

La seconda regola che abbiamo visto riguarda la nomenclatura dei componenti.

Il nome latino è utilizzato per le sostanze naturali. L’olio di mandorle dolci verrà ad esempio indicato come "Prunus amigdalus dulcis oil".

La nomenclatura è in inglese oppure in codici numerici (come i coloranti artificiali) invece per le sostanze di derivazione naturale o di sintesi (es: Symphytum officinale root extract).

INCI da evitare nei prodotti cosmetici          

Tensioattivi petrolati a altri componenti derivanti dal petrolio (come ad esempio Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum, Ammoniun lauryl sulfate, Sodium laureth sulfate, Sodium lauryl sulfate).

Questi componenti sono spesso presenti anche nei prodotti per bambini e neonati o in creme idratanti. Attenzione, dietro a scritte e grafiche avvincenti e tutte colorate di verde possono nascondersi ingredienti indesiderati.

Ingredienti altamente inquinanti o allergizanti come EDTA, MEA, TEA, MIPA, Triclosan e Imidazolidinyl urea, DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati spesso come conservanti.

Siliconici come l’Amodimethicone, inquinanti e capaci di creare una pellicola sulla pelle e sui capelli, per renderli apparentemente sani, ma senza tuttavia nutrirli.

Le componenti con cui vengono prodotti i cosmetici sono davvero innumerevoli, ma lo sforo che dovrai compiere sarà solo quello di memorizzare alcuni dei più frequenti ed evitare i prodotti che riportano proprio quelli.

In caso di dubbio, resta aggiornato con la newsletter di My Nature Way perché stiamo preparando un libro vero e proprio che stamperemo fisicamente e che potrai consultare tutte le volte che ti è necessario.

 

My Nature Way, il tuo benessere naturale.

4Commenti

    • Avatar
      Flavio
      Sep 11, 2017

      grazie, avevo sempre avuto curiosità di sapere esattamente cosa era un inci dal momento che l'ho sentito nominare diverse volte... qui devo anche ammettere di avere sempre ignorato il periodo di consumo, presterò più attenzione

    • Avatar
      Ludo Guerra
      Sep 12, 2017

      come già ribadito nella recensione dei prodotti che ho acquistato, lavorando in un nido privato che fa anche scuola materna tutti gli anni da settembre in sù prendo virus ed influenze a go-go per questo buona l'echinacea ed utili i vostri articoli sui rimedi fitoterapici, comunque io ne sapevo già qualcosina di inci e formulazioni dati i prodotti che portano le mamme al nido ( e le varie allergie ed irritazioni che vengono ai bambini ) sono stata praticamente costretta a farmi una cultura, al di là della mia passione per i prodotti eco-bio...cmq questo articolo mi permetterò di consigliarlo alle mamme che mi chiedono consigli su quali prodotti portare, più che altro creme e solari per neonati. nemmeno io ero a conoscenza del cosiddetto PAI ( e penso di averlo superato praticamente SEMPRE!!!) ma mi rendo conto che bisogna fare molta più attenzione soprattutto con i cosmetici che sono quelli che durano più a lungo, d'altronde se non mangiamo cibo scaduto non vedo perchè dovremmo ignorare la data di scadenza dei prodotti per il corpo

    • Avatar
      Roby Lenzini
      Sep 23, 2017

      vorrei condividire l'articolo sul mio gruppo facebook ma non trovo il link dello share :-/

    • Avatar
      My Nature Way
      Sep 23, 2017

      @Roby Lenzini, Ciao Roby! Per condividere i nostri articoli puoi accedere direttamente alla nostra pagina Facebook My Nature Way ed effettuare lo share dalle impostazioni di condivisione di ciascun articolo! Grazie per la lettura e...spead the word ;-)

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