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Altri principi attivi delle piante

Altri principi attivi delle piante

Spesso il fitocosmetologo impiega più piante per ottimizzare la funzionalità del cosmetico per far sì da rendere più complete le proprietà del prodotto.

Il fitocosmetologo deve avere la conoscenza delle piante officinali e dei loro principi attivi, dei loro effetti, delle interazioni positive o negative che possono esercitare. Deve conoscere o avere capacità di ricerca sulle possibili tossicità che le piante possono esprimere perché non tutto ciò che è naturale è utilizzabile sul nostro corpo!

Ora farò un elenco di alcune molecole che si possono ritrovare nei vegetaliNon c'è da spaventarsi anche se alcuni termini potrebbero incuteretimore”. 



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Sostanze primarie e secondarie delle piante

I metaboliti primari

Cominciamo con una divisione che contempla sostanze primarie e secondarie elaborate dalle piante e denominate metaboliti.

I metaboliti primari sono quelli di cui tutte le piante non possono farne a meno come zuccheri e cellulosa, i metaboliti secondari sono specifici di ogni pianta o di piante della stessa specie che in riferimento alla filogenetica, ossia all'evoluzione specifica, sono prodotti in risposta ad un ambiente in cui si è evoluta.

Per esempio l'odore di un fiore è elemento di attrazione per una specie di insetti capaci di trasportare il polline su un'altra pianta appartenente alla stessa specie e di creare le premesse per la diffusione di quella pianta. Quell'odore è un composto chimico molto complesso ed unico che possiamo estrarre con la distillazione: l'olio essenziale!

L'olio essenziale è tipico per ogni pianta ed è un metabolita secondario.

Quello che principalmente interessa l'erborista, il fitocosmetologo ed il farmacista è proprio l'insieme dei metaboliti secondari che sono specifici delle piante e che ne caratterizzano le proprietà salutistiche e cosmetiche. Ciò detto, nuove conoscenze hanno portato a riconsiderare da questo punto di vista alcuni metaboliti primari come alcuni zuccheri che sono particolari unici di alcune specie.

Ora bisogna conoscere un po' più da vicino questi metaboliti secondari che vengono classificati in base alla loro costituzione chimica. Ogni classe di sostanza svolge delle attività farmacologiche e cosmetiche omogenee. Darò un cenno su ognuno, ma verranno trattati ulteriormente nelle monografie delle piante officinali che pubblichiamo periodicamente.


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I metaboliti secondari

Tannini

Sono sostanze presenti in molti vegetali, frutti (uva rossa), cortecce (quercia), foglie (noce), radici (potentilla). Hanno la capacità di tannare, ossia di denaturare, le proteine animali. Da qui si desume l'attività di tannare le pelli; procedimento con cui si stabilizza il processo putrefattivo delle pelli animali. Nell'ambito farmacologico i tannini hanno proprietà antibatteriche, svolgono azione astringente e lenitiva sulla pelle e le mucose. Come tutte le sostanze la quantità della dose ne determina l'azione salutare o quella dannosa.

Glicosidi

I Glicosidi (glico=dolce) o eterosidi, parola composta da etero (diverso) e zuccheri. Infatti le molecole eterosidiche sono composte da una parte zuccherina e un'altra non zuccherina che quando vengono messe in acqua (si idrolizzano) si separano poiché la parte zuccherina si scioglie e la restante si solubilizza. Rispettivamente prendono il nome di glicone e di aglicone (non zuccherino). Solo quando i glicosidi vengono idrolizzati sono biodisponibili. Ne esistono un gran numero e hanno molteplici attività farmacologiche.

Alcaloidi

Sono sostanze generalmente molto attive sull'organismo umano e quindi hanno bisogno di particolare conoscenza per un dosaggio opportuno. Sono molecole dal carattere basico (nella scala del pH superiore a 7). Ricordo per esempio la caffeina, la nicotina, la stricnina, ecc. Si estraggono maggiormente se si utilizzano soluzioni acide.

Flavonoidi

Sono sostanze che sono presenti in molte piante e hanno la caratteristica di avere un colore giallo-bruno (flavus= biondo) principalmente idro-solubili e vengono raggruppati con la denominazione di vitamina P. La loro comune azione farmacologica è quella capillarotropa, antibatterica, anti-infiammatoria.

Acidi

Come la parola stessa esprime, si tratta di sostanze con un valore di pH inferiore a 7. Molte piante, frutti o foglie contengono degli acidi che, presenti naturalmente, non sono rischiosi per il nostro organismo, ma anzi possono essere sfruttati nell'ambito salutistico e cosmetico. Possiamo pensare semplicemente al succo di limone e degli altri agrumi.

Una piccola distinzione:

  • nelle mele acido malico, 
  • negli agrumi acido citrico, 
  • nell'uva acerba acido tartarico, 
  • nella canna da zucchero acido glicolico, 
  • nel latte acido lattico.

Sono acidi organici con gruppi ossidrilici (-OH) situati sul carbonio (C) adiacente alla funzionecarbossilica. Si trovano nella frutta e nei vegetali, ma possono essere anche sintetizzati.

I più usati in cosmesi sono gli A.H.A. (alfa idrossi-acidi): l'acido Lattico, l'acido Glicolico, l'acido citrico.

Effetto idratante

A livello epidermico l'idratazione è condizionata dall'umidità dell'ambiente. L'Acqua forma un legame chimico con la membrana delle cellule corneocitarie e i lipidi intralamellari: il fattore naturale di idratazione NMF (natural moisturizing factor) che determina elasticità e plasticità alla pelle garantendo i movimenti del corpo.

Gli A.H.A. Svolgono un'azione umettante e, a basse concentrazioni, possono ripristinare la fisiologia del N.M.F. interponendosi tra i corneociti, legando acqua e aumentando il livello di idratazione.

Effetto cheratolitico e depigmentante

Le macchie cutanee sono zone con alta concentrazione di melanina, sostanza bruna sintetizzata dai melanociti attraverso un complesso meccanismo biochimico, atta a schermare gli eccessi di radiazioni uv. Le discromie possono essere causate da: Invecchiamento cutaneo per eccesso di radiazioni uv-A uv -B, assunzione di farmaci ormonali (terapia ormonale sostitutiva) in menopausa, fotosensibilizzazione da alimenti, piante, profumi, inquinamento ambientale

Tipi di discromia

  • Efelidi o lentiggini: presenti dalla nascita causate da iperattività melanogenica;
  • Melasma: modificazioni ormonali come in donne in gravidanza.
  • Macchie solari: causate da eccessive esposizioni al sole.
  • Macchie senili: specie in soggetti o in zone del corpo troppo irradiate dagli uv-B e uv-A

Se utilizzati in concentrazione superiore al 10% aumentano il turn-over cellulare e svolgono un leggero peeling determinando un effetto schiarente.

Nel gennaio 2005 l’FDA ha emanato delle linee guida inerenti all’etichettatura dei cosmetici contenenti alfa-idrossiacidi.

Infatti questi composti sono considerati come possibile causa di un aumento della sensibilità della cute ai raggi solari durante il periodo in cui il prodotto cosmetico, che li contiene, viene applicato e sino ad una settimana dopo la fine di tale applicazione. Secondo l’FDA questo
aumento di sensibilità potrebbe anche essere responsabile di un incremento del rischio di scottature solari. Si considera una concentrazione almeno del 20% di A.H.A. nel prodotto finito.

 

Le altre componenti di un fitocosmetico

Oli essenziali

Sono sostanze odorose e volatili (evaporano completamente senza lasciare alone, con eccezione di quelli di agrumi). Sono presenti in piccole quantità in particolare nei fiori, ma anche nelle foglie, radici, semi, cortecce. Non hanno nulla da condividere con gli oli denominati fissi come oliva, girasole ecc. Sono tutti degli eccellenti antibatterici, alcuni sono antimicotici, ma sono anche irritanti e, quindi, bisogna porre molta attenzione nel loro utilizzo.

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Oli

Anche gli oli possono trovare delle applicazioni cosmetiche e terapeutiche. Ogni tipo di olio ha delle caratteristiche specifiche che si adattano a differenti necessità. Sono composti prevalentemente di trigliceridi, ma in piccole percentuali possono contenere vitamine, colesterolo, fosfolipidi, ecc.

 

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Cere

Soprattutto nelle foglie, ma anche in alcuni frutti e semi sono presenti delle cere con cui la pianta si protegge o utilizza come fonte energetica. Sono molto importanti sotto l'aspetto cosmetico e vengono utilizzati per strutturare la forma tecnica dei prodotti come nel make-up.

 

Burri 
 

Anche i burri sono grassi e si presentano allo stato solido a temperatura ambiente (20 °C). Sono composti prevalentemente da acidi grassi saturi ed altre sostanze come vitamine. Sono molto utili in preparazioni cosmetiche a cui conferiscono corposità e plasticità con azione surgrassante, protettiva ed emolliente.

 

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Fitoestrogeni

Sono un gruppo di derivati vegetali che presentano la capacità di interagire con i recettori estrogenici e di esplicare, quindi, azione ormono-simile come quella degli estrogeni, sostanze a struttura steroidea.

L'attività di questi fito-estrogeni è molto più debole di quella esplicata dagli estrogeni steroidei, ma in talune occasioni possono essere usati in alternativa con innegabili riconosciuti vantaggi.

 

I fitoestrogeni possono essere classificati in varie categorie:

  • ISOFLAVONI molto studiati che si ritrovano principalmente nei legumi: fagioli, piselli, lenticchie e in particolare nella soia (Glycine max).
  • TERPENOIDI presenti in numerose piante, in particolare i triterpenoidi a cui appartengono saponine steroidee e fitosteroli.
  • LIGNANI presenti nella buccia di cereali: grano, orzo, riso, segale e nei semi di lino e nell'olio di oliva.
  • CUMESTANI prevalentemente nei germogli di soia.
  • PRENIL-FLAVONOIDI (prenil-naringenina) che sono considerati i composti ad attività estrogenica più elevata e presentano una struttura stereochimica simile a quella degli estrogeni naturali e, quindi, di agire come steroidi “ mimici” riempiendo lo stesso spazio stereochimico che potrebbero occupare quelli.

Per uso topico e relativamente all'aspetto cosmetico i fitoestrogeni hanno prerogativa di stimolare i fibroblasti a produrre collagene e acido ialuronico, conseguentemente a ritardare l'invecchiamento cutaneo.

La riduzione nell'organismo femminile del tasso di estrogeni accelera il fotoaging, associato alla formazione di rughe, pelle secca e più sottile, di perdita di elasticità dei tessuti, di formazione di macchie ipercromiche.

Alcune piante che contengono fito-estrogeni:

  • AGNOCASTO Vitex agnocastus Kurtz: Iridoidi glucosidici, isorientina
  • ASTRAGALO Astragalus membranaceous: sap. Triterpeniche (astragalosidi), isoflavoni (formononetina);
  • BOSWELLIA Boswellia serrata Roxb: triterpenoidi pentaciclici (acidi boswellici)
  • CAROTA Daucus carota L.: sap. Steoridea (diosgenina)
  • EQUISETO Equisetum arvense L.: sap. Steoridee (equisetonina),fitosteroli
  • FIENO GRECO Trigonella foenum graecum L.: saponine steroidee (diosgenina, trigogenina, fenugrecina, gitogenina)
  • GELSO Morus nigra L.: Prenil-flavonoidi, fitosteroli (campesterolo, beta-sitosterolo)
  • GINSENG Panax ginseng Meyer: saponine triterpeniche (ginsenosidi)
  • KIGELIA Kigelia africana Benth: saponine steroidee
  • LUPPOLO Humulus lupulus L.: fitosteroli, prenil-flavonoidi (prenil-marigenina)
  • MELILOTO Melilotus officinalis Desfontaines: cumarine,beta-sitosterolo
  • MELOGRANO Punica granatum L.: isoflavoni (prunetina), beta-sitosterolo
  • PINO MARITTIMO Pinus pinaster Aiton: isoflavoni (daidzenina,genisteina)
  • SALSAPARIGLIA Smilax utilis Hemsley: fitosteroli (stigmasterolo,sitosterolo),sap. Steroidee (smilogenina,salsapogenina)
  • SALVIA Salvia officinalis L. : terpeni, saponine (luteolina, salvigeninaispidulina)
  • SERENOA Serenoa repens Bartram: fitosteroli (beta-sitosterolo, campesterolo)
  • SOIA Glycyne soja Siebold : isoflavoni (daidzeina, genisteina, gliciteina)
  • TRIFOGLIO Trifolium pratense L.: isoflavoni (biocanina A, formononetina, genisteina, pratenseina)

Funzione correlata dei fitoestrogeni

Azione lipolitica e antiossidante

La Genisteina, (soia e pino marittimo) oltre a inibire la proteina tirosinasi-chinasi, stimolando la produzione di collagene, inibisce la fosfodiesterasi e la proliferazione di adipociti, incrementa la lipolisi, con conseguente riduzione del tessuto adiposo (anticellulite). Infine inibisce la formazione di perossidi e svolge sinergia con la Superossido dismutasi e glutatione perossidasi (antiossidante).

Azione rassodante

Alle saponine steroidee è riconosciiuta un'azione rassodante e tonificante dei tessuti cutanei e del seno (Kigelia, Luppolo, Fieno greco). La prenil-maringenina presente nel Luppolo è uno dei fitoestrogeni a maggiore attività.

Azione sebo-regolatrice

Anche sulle ghiandole sebacee gli estrogeni svolgono azione inibitoria della 5- alfa reduttasi riducendone la grandezza e riportando la secrezione sebacea a livelli normali. (acne, dermatite seborroica).

In tricologia

Nell'ambito tricologico i fitormoni regolano e stimolano la proliferazione dei cheratinociti del follicolo del capello soppressi dagli androgeni (Luppolo, Serenoa repens).

 

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo lungo percorso di introduzione al Fai da te.

Questa seconda lezione è abbastanza strutturata e tecnica, ma è necessaria per poter comprendere come scegliamo le componenti che dobbiamo inserire nel fitocosmetico affinchè assecondi il nostro biotipo e le nostre esigenze e la nostra unicità!

Se sei arrivato fin qui a leggere ti faccio i complimenti e per questo ti ho riservato una sorpresa.

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Buona Natura da Florinda di My Nature Way!

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